Transparency International è un organizzazione internazionale che studia il livello di corruzione presente nelle amministrazioni dei vari Paesi e divulga annualmente il ranking mondiale delle nazioni più trasparenti. La classifica viene stilata in base ad un “tasso di trasparenza” che tiene conto dell’onestà nella gestione del patrimonio pubblico, della qualità della classe dirigente, dell’affidabilità ed indipendenza della stampa e del funzionamento sistema giudiziario.
I dati vengono pubblicati annualmente sul sito http://www.transparency.org.
Se facciamo riferimento agli archivi storici consultabili online, ad esempio considerando gli studi effettuati negli anni 2001 e 2005, e li raffrontiamo con gli indici attuali abbiamo un’idea significativa di quello che è il trend della qualità della nostra pubblica amministrazione e della classe dirigente che la amministra.
I dati relativi al 2001 (governo Amato-governo Berlusconi II) vedono il nostro Paese occupare la 29ma posizione (con un tasso di trasparenza pari a 5.5) tra l’Estonia e la Namibia , mentre guidano la graduatoria i Paesi nordici,Svezia Finlandia e Danimarca (con un tasso pari a 9.9). La percezione del nostro sistema amministrativo all’estero è quindi al di sotto della media dei Paesi più evoluti (USA figurano alla 16ma posizione, Germania, Spagna e Francia invece occupano rispettivamente la 20ma, 22ma e 23ma piazza).
Nel 2005 (governi Berlusconi III e IV) il tasso assegnato all’Italia è peggiorato di 0,5 punti : ci collochiamo alla 40ma posizione, molto più lontano rispetto ai Paesi più virtuosi dell’Europa (escludendo le nazioni scandinave, le prime dell’UE Germania, Francia e Spagna occupano rispettivamente la 16ma, 18ma e 23ma posizione).
I dati più recenti ci vedono addirittura scivolare al 69mo posto (il tasso assegnatoci cala sensibilmente al 3.9) siamo appena davanti ad economie emergenti quali Brasile e China, in compagnia di Macedonia, Ghana e Samoa, che sicuramente tutto sono eccetto che modelli di democrazia e di amministrazione della cosa pubblica.
L’Europa è molto lontana (Germania, Francia e Spagna occupano rispettivamente la 14ma, 25ma e 30ma piazza), ci precedono anche alcuni Stati che tradizionalmente non sono proprio l’esempio della trasparenza quali il Ruanda, Cabo Verde, Portorico, Costa Rica…
Si può sicuramente discutere sulle modalità utilizzate per stilare la classifica,(anche se Transparency International è un Istituto Internazionale ritenuto molto affidabile e che gode di grande considerazione) quello che comunque non può essere messo in discussione è che la percezione e l’immagine del nostro Paese all’estero viene nell’arco di un decennio profondamente ridimensionata.. e danneggiata.
Facciamo pure un breve excursus economico, per ricollegarci a quelli che sono i temi caldi del momento ovvero spread, deficit e debito : perché un investitore estero dovrebbe comprare il debito di un Paese che non da garanzie di trasparenza e non combatte adeguatamente la corruzione? Quanto grava sul PIL italiano e sulla crescita il peso della corruzione?
Le risposte sono più che scontate.